Oltre i trend: come sta cambiando l’ospitalità (e cosa c’entrano davvero saune e wellness)
Ogni inizio d’anno l’hospitality sembra ripetere lo stesso rituale: la ricerca dei trend. Nuove tecnologie, nuovi format, nuove parole chiave da adottare per “restare al passo”. Il problema non è parlare di trend, ma trattarli come soluzioni isolate, slegate dal contesto che le ha generate.
Il settore cresce, ma lo fa in un mondo radicalmente diverso: lavoro ibrido, ritmi accelerati, attenzione frammentata, benessere sempre più centrale nella qualità della vita. In questo scenario non basta inseguire le novità. Serve una visione coerente, capace di trasformare il cambiamento in progetto.
Più che elencare mode da adottare, emergono oggi alcuni approcci trasversali che stanno ridefinendo anche il modo di pensare il wellness, le saune e gli spazi dedicati al benessere.
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Dall’esperienza al vivere: il benessere come spazio abitabile
Il viaggio non è più una parentesi, ma una continuità della vita quotidiana. Di conseguenza, anche l’hotel evolve in uno spazio di abitare temporaneo.
In questo contesto, la sauna non è più un “extra”, ma una funzione abitativa: uno spazio pensato per essere vissuto con naturalezza. Progettare saune oggi significa creare ambienti coerenti, integrati nell’architettura e nei ritmi di chi li utilizza, che accompagnino lavoro, riposo e rigenerazione senza forzature.
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Il nuovo lusso è il tempo (e la possibilità di rallentare)
Il lusso contemporaneo non coincide più con l’eccesso, ma con la gestione consapevole del tempo.
Meno stimoli, meno rigidità, più libertà di scegliere il proprio ritmo.
Nel wellness questo si traduce in saune e ambienti benessere progettati per accogliere:
- materiali naturali
- rituali semplici
- spazi che invitano a fermarsi, non a consumare
Il vero valore non è solo stupire, ma permettere di rallentare.
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Tecnologia invisibile: quando funziona davvero
La tecnologia più efficace è quella che non si vede.
Nel 2026 vince chi usa il digitale per togliere attrito, non per aggiungere complessità.
Anche nel mondo saune e wellness, la tecnologia deve essere silenziosa: sistemi di controllo intuitivi, automazioni che semplificano l’uso, integrazione fluida con l’esperienza sensoriale. La miglior tecnologia è quella che l’ospite non percepisce come tale, ma come semplicità.
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Meno intrattenimento, più senso
In un mondo saturo di contenuti, l’ospite non cerca nuove “esperienze”, ma orientamento.
Lo spazio diventa un mediatore culturale, non un palcoscenico.
Anche una sauna può svolgere questa funzione: attraverso materiali, luce, proporzioni e silenzio racconta un’idea di benessere legata al luogo e alla persona, senza bisogno di spiegazioni o spettacolarizzazione.
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Dal “wow” al memorabile
Dopo anni di ambienti pensati per essere fotografati, emerge una stanchezza diffusa.
Il benessere autentico non è instagrammabile, ma memorabile.
Una sauna progettata in modo responsabile non sovraccarica, non impone, non stimola eccessivamente.
Lascia invece una sensazione che dura: calma, equilibrio, presenza.
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Coerenza come asset
Nel nuovo ecosistema digitale, gli spazi vengono raccontati, reinterpretati e riscritti continuamente.
Per questo diventa fondamentale una identità progettuale chiara. Materiali, linguaggi, scelte tecniche e formali devono parlare la stessa lingua.
La coerenza non è estetica: è ciò che permette a uno spazio wellness di essere riconoscibile, credibile e duraturo.
Dare senso al cambiamento
Seguire i trend non è sufficiente. La vera differenza la fa chi riesce a leggerli come segnali culturali e a tradurli in spazi coerenti, funzionali e umani.
Nel mondo dell’hospitality e del wellness, il futuro appartiene a chi sa progettare saune e ambienti di benessere capaci di durare nel tempo e di rispondere davvero ai nuovi modi di vivere.
Grasso G., ‘Oltre i trend: sette approcci per fare davvero la differenza nell’hospitality del 2026′, QualityTravel, gennaio 2026.








